Ungern
Torino, oggi. Tre giovani sono alla vigilia del colpo di Stato pianificato dalla loro guida, Emanuele. Il progetto consiste nel separare il Piemonte dalla Repubblica per metterne a capo il padre di Emanuele, erede della dinastia sabauda. Questi ragazzi vogliono costruire una forma di governo autoritaria.
Il gruppo complottista si chiama Ungern, dal barone Roman Nicolaus von Ungern-Sternberg, un generale russo, che a inizio Novecento combatté per restaurare la monarchia in Russia e poi, con successo, in Mongolia.
Per completare il piano, i tre ragazzi attraggono con l'inganno un'anarchica, Ubaldina, usandola come tramite verso i movimenti insurrezionalisti cittadini. Spinti dal loro intento, i giovani riescono andare al di là delle difficoltà che emergono tra di loro e a convincere Ubaldina a prendere parte al progetto.
Il padre di Emanuele viene nominato commissario straordinario. Il primo fondamentale passo per la svolta autoritaria è compiuto.
Crediti
Ungern
Testo Pietro Ruggero Sanclemente
Regia Pasquale Renella
Con Gaia Curto, Jacopo Francesco Fiori, Marta Militello, Pietro Vuolo
Tutor Tatiana Olear
Scenografia e costumi
Rachele Colombo, Margherita Magnoni, Arianna Martiradonna; supporto alla realizzazione delle scenografie: Gemma Beltramini, Gloria Floris, Angela Peña Cuevasa
Musiche
Francesco Locatelli
Supporto alla produzione
Maria Rosaria Criscuolo, Anita Farina, Roberta Marolla
Note al testo - Pietro Ruggiero Sanclemente
Quattro ragazzi in scena, quattro diverse posizioni sociali, economiche, culturali.
Quattro diverse ideologie.
Quattro ragazzi ciascuno con la possibilità e la capacità di usare il proprio potere.
Quattro poteri che cercano e riescono ad allinearsi per darsi stabilità, legittimità, per diventare dominio.
Una stanza, spaziosa ma pur sempre una stanza. Vediamo solo quattro personaggi e vediamo solo una stanza.
Ma è una stanza che si dilata fino a diventare vastissima e sono quattro personaggi che proiettano fuori da questa stanza non solo le situazioni, azioni e relazioni di loro quattro dentro quel perimetro circoscritto, ma soprattutto dànno accesso alle situazioni, azioni e relazioni di chi non è fisicamente presente in quella stanza, pur essendoci stipato e compresso dentro, ossia il nucleo essenziale del testo.
Ossia la valenza nient’affatto ideologica, bensì politica, del testo.
Note di regia - Pasquale Renella
"Buonanotte Occidente”
Lo spettacolo affronta il tema del potere, raffigurandone le sue spietate logiche che deviano, corrompono e disumanizzano. Intrecciando aspirazioni, ideali e follie il lavoro delinea un contesto arido in cui non c’è più empatia, ma solo la capacità di ognuno di esercitare potere.
Il potere è estremamente pragmatico e il pragmatismo uccide tutto ciò che non gli è utile.
In un Torino sconvolta da disordini civili, quattro giovani ragazzi, provenienti da mondi apparentemente incompatibili, progettano un colpo di stato. La loro base operativa diventa in scena uno spazio simbolico freddo e geometrico, dove la svolta politica promette libertà e giustizia. Queste ultime due parole si ripetono più volte, si evocano con insistenza e nel loro reiterarsi si svuotano. Nella stanza asettica dei quattro ragazzi il linguaggio politico viene smontato e ricomposto come strategia.
È una partita in cui bisogna pensare alla mossa giusta per ottenere ciò che si vuole. A materializzare tale scontro in scena c’è, sul grande tavolo dei giovani protagonisti, un Risiko con la mappa della città di Torino. La città reale si trasforma in una superficie bidimensionale dove gli spostamenti di oggetti minuscoli prefigurano violenze e disordini.
Su un diverso piano di rappresentazione, lo spettacolo dà una dimensione mitica alla raffigurazione del potere attraverso le apparizioni di Roman von Ungern-Sternberg, figura storica, signore della guerra russo, che fonde in sé violenza, misticismo, militarismo e restaurazione politica.
Indagando l’utilizzo del potere e le sue derive, lo spettacolo tratteggia un ritratto fosco che ci interroga sul desiderio di potere e di cambiamento prefigurando l’avvento di vecchi mostri della Storia.
DATE E ORARI
giovedì, 9 luglio 2026
venerdì, 10 luglio 2026
INGRESSO
eventi a pagamento
Biglietto singolo ridotto
Allievi e docenti Fondazione Milano | Accademia di Brera (potrà essere richiesto di mostrare la tessera di iscrizione o badge)
4,00 €
ACQUISTAAbbonamento 5 titoli
Allievi e docenti Fondazione Milano | Accademia di Brera (potrà essere richiesto di mostrare la tessera di iscrizione o badge)
12,00 €
DOVE
Teatro Elfo Puccini
Edizione 2026
ALTRI EVENTI DI TESTE INEDITE
Scopri gli altri appuntamenti