In un'epoca di iper-connessione tecnologica e distacco emotivo, in cui il tempo è un prodotto economico, IN SOMNIA vuole rivendicare l’importanza del tempo improduttivo del sogno, facendo esperire da svegli questo spazio libero e atemporale.
Uno sguardo profondo sulle storie di chi rischia la vita per salvare qualcuno o per salvarsi. We shouldn’t be at sea vuole interrompere il silenzio sulle morti in mare.
In un'epoca di iper-connessione tecnologica e distacco emotivo, in cui il tempo è un prodotto economico, IN SOMNIA vuole rivendicare l’importanza del tempo improduttivo del sogno, facendo esperire da svegli questo spazio libero e atemporale.
Uno sguardo profondo sulle storie di chi rischia la vita per salvare qualcuno o per salvarsi. We shouldn’t be at sea vuole interrompere il silenzio sulle morti in mare.
Una suora agostiniana, un torinese convertito all'Islam e un rabbino-podcaster entrano in un centro di ricerca universitario e si drogano. Sembra una barzelletta, ma è l'inizio di un esperimento scientifico sulle esperienze mistiche indotte da psilocibina.
Tre religiosi della GenZ si incontrano per la prima volta e, grazie anche alla sostanza psichedelica, si aprono: condividono traumi, dubbi, visioni. Un viaggio affrontato da ciascuno per scoprire qualcosa di se stessi e degli altri, ma che potrebbe portarli a varcare la soglia di un mondo inaspettato.
Testo di Leonardo Ravioli ·Regia di Giorgia Azzellini
Un pomeriggio d'estate, che potrebbe essere i pomeriggi di tutta l’estate. Una stanza di una casa che ha compresso dentro di sé tutte le altre stanze, come un universo in implosione. Al centro, su un divano, una madre, Sonia, che abita il dolore come si abita una stanza troppo piena di cose, senza più sapere cosa tenere e cosa buttare. Attorno a lei, la figlia Maia è costretta a crescere troppo in fretta, assumendo il ruolo di madre di una madre che si sta perdendo; ed Elio, il padre, che tenta con disarmante goffaggine di ricostruire un nucleo familiare ormai incrinato, contribuendo inconsapevolmente alla sua definitiva dissoluzione. Sullo sfondo, il passaggio ravvicinato di Meridie, una luna aliena che si pianta nel cielo e non riparte, destinata a cambiare il mondo e a cancellare il dolore della memoria.
Le parole non sono mai neutre. I proverbi, i modi di dire, le metafore che attraversano le lingue del mondo portano con sé visioni del mondo, gerarchie, pregiudizi, spesso invisibili proprio perché familiari. Ma cosa succede quando queste stesse parole diventano il nutrimento dei modelli di intelligenza artificiale?
Un glossario non è solo un elenco di parole. È una mappa del mondo come lo vediamo. Questo incontro è un invito esplorare il linguaggio del genere: le radici latine, le battaglie femministe, le sfide della traduzione. Vieni a scoprire perché le parole che temiamo sono spesso le più interessanti.
In un'epoca di iper-connessione tecnologica e distacco emotivo, in cui il tempo è un prodotto economico, IN SOMNIA vuole rivendicare l’importanza del tempo improduttivo del sogno, facendo esperire da svegli questo spazio libero e atemporale.
Uno sguardo profondo sulle storie di chi rischia la vita per salvare qualcuno o per salvarsi. We shouldn’t be at sea vuole interrompere il silenzio sulle morti in mare.
Una suora agostiniana, un torinese convertito all'Islam e un rabbino-podcaster entrano in un centro di ricerca universitario e si drogano. Sembra una barzelletta, ma è l'inizio di un esperimento scientifico sulle esperienze mistiche indotte da psilocibina.
Tre religiosi della GenZ si incontrano per la prima volta e, grazie anche alla sostanza psichedelica, si aprono: condividono traumi, dubbi, visioni. Un viaggio affrontato da ciascuno per scoprire qualcosa di se stessi e degli altri, ma che potrebbe portarli a varcare la soglia di un mondo inaspettato.
Testo di Leonardo Ravioli ·Regia di Giorgia Azzellini
Un pomeriggio d'estate, che potrebbe essere i pomeriggi di tutta l’estate. Una stanza di una casa che ha compresso dentro di sé tutte le altre stanze, come un universo in implosione. Al centro, su un divano, una madre, Sonia, che abita il dolore come si abita una stanza troppo piena di cose, senza più sapere cosa tenere e cosa buttare. Attorno a lei, la figlia Maia è costretta a crescere troppo in fretta, assumendo il ruolo di madre di una madre che si sta perdendo; ed Elio, il padre, che tenta con disarmante goffaggine di ricostruire un nucleo familiare ormai incrinato, contribuendo inconsapevolmente alla sua definitiva dissoluzione. Sullo sfondo, il passaggio ravvicinato di Meridie, una luna aliena che si pianta nel cielo e non riparte, destinata a cambiare il mondo e a cancellare il dolore della memoria.
In un'epoca di iper-connessione tecnologica e distacco emotivo, in cui il tempo è un prodotto economico, IN SOMNIA vuole rivendicare l’importanza del tempo improduttivo del sogno, facendo esperire da svegli questo spazio libero e atemporale.
Uno sguardo profondo sulle storie di chi rischia la vita per salvare qualcuno o per salvarsi. We shouldn’t be at sea vuole interrompere il silenzio sulle morti in mare.
In un'epoca di iper-connessione tecnologica e distacco emotivo, in cui il tempo è un prodotto economico, IN SOMNIA vuole rivendicare l’importanza del tempo improduttivo del sogno, facendo esperire da svegli questo spazio libero e atemporale.
Uno sguardo profondo sulle storie di chi rischia la vita per salvare qualcuno o per salvarsi. We shouldn’t be at sea vuole interrompere il silenzio sulle morti in mare.
Testo di Pietro Ruggero Sanclemente ·Regia di Pasquale Renella
Torino, oggi. Tre giovani sono alla vigilia del colpo di Stato pianificato dalla loro guida, Emanuele. Il progetto consiste nel separare il Piemonte dalla Repubblica per metterne a capo il padre di Emanuele, erede della dinastia sabauda. Questi ragazzi vogliono costruire una forma di governo autoritaria. Il gruppo complottista si chiama Ungern, dal barone Roman Nicolaus von Ungern-Sternberg, un generale russo, che a inizio Novecento combatté per restaurare la monarchia in Russia e poi, con successo, in Mongolia. Per completare il piano, i tre ragazzi attraggono con l'inganno un'anarchica, Ubaldina, usandola come tramite verso i movimenti insurrezionalisti cittadini. Spinti dal loro intento, i giovani riescono andare al di là delle difficoltà che emergono tra di loro e a convincere Ubaldina a prendere parte al progetto. Il padre di Emanuele viene nominato commissario straordinario. Il primo fondamentale passo per la svolta autoritaria è compiuto.
Testo di Annalisa Scopinich ·Regia di Clémence Jourdan Delmonte
Savi ha otto anni quando le viene diagnosticato un tumore al cervello. Intorno a lei si intrecciano due voci di donne, profondamente discordanti ma entrambe convinte di amarla nel modo giusto: Eliana, la neurochirurga convinta di poterla salvare a ogni costo; Nunia, la madre che, pur di non sottoporla a operazioni dolorose e rischiose, preferisce correre il rischio di perderla. A fare da bilanciere tra di loro c’è Emma, la giudice incaricata di decidere chi delle due abbia ragione. Dieci anni dopo, Savi è viva, ma qualcosa dentro non si è mai rimarginato: è arrivato il momento di fare i conti con tutto ciò che è stato fatto in suo nome.
Testo di Pietro Ruggero Sanclemente ·Regia di Pasquale Renella
Torino, oggi. Tre giovani sono alla vigilia del colpo di Stato pianificato dalla loro guida, Emanuele. Il progetto consiste nel separare il Piemonte dalla Repubblica per metterne a capo il padre di Emanuele, erede della dinastia sabauda. Questi ragazzi vogliono costruire una forma di governo autoritaria. Il gruppo complottista si chiama Ungern, dal barone Roman Nicolaus von Ungern-Sternberg, un generale russo, che a inizio Novecento combatté per restaurare la monarchia in Russia e poi, con successo, in Mongolia. Per completare il piano, i tre ragazzi attraggono con l'inganno un'anarchica, Ubaldina, usandola come tramite verso i movimenti insurrezionalisti cittadini. Spinti dal loro intento, i giovani riescono andare al di là delle difficoltà che emergono tra di loro e a convincere Ubaldina a prendere parte al progetto. Il padre di Emanuele viene nominato commissario straordinario. Il primo fondamentale passo per la svolta autoritaria è compiuto.
Testo di Annalisa Scopinich ·Regia di Clémence Jourdan Delmonte
Savi ha otto anni quando le viene diagnosticato un tumore al cervello. Intorno a lei si intrecciano due voci di donne, profondamente discordanti ma entrambe convinte di amarla nel modo giusto: Eliana, la neurochirurga convinta di poterla salvare a ogni costo; Nunia, la madre che, pur di non sottoporla a operazioni dolorose e rischiose, preferisce correre il rischio di perderla. A fare da bilanciere tra di loro c’è Emma, la giudice incaricata di decidere chi delle due abbia ragione. Dieci anni dopo, Savi è viva, ma qualcosa dentro non si è mai rimarginato: è arrivato il momento di fare i conti con tutto ciò che è stato fatto in suo nome.
Testo di Santiago Medioli Malverde ·Regia di Sara Mino
Joshua sogna i triceratopi e ci crede tremendamente. Joshua vorrebbe essere un eroe. Joshua è orfano da qualche mese. Alla fine Joshua vorrebbe solo vivere in eterno.
Testo di Santiago Medioli Malverde ·Regia di Sara Mino
Joshua sogna i triceratopi e ci crede tremendamente. Joshua vorrebbe essere un eroe. Joshua è orfano da qualche mese. Alla fine Joshua vorrebbe solo vivere in eterno.